Il Capitalismo Selvaggio: Origini, Caratteristiche e le Sue Implicazioni Attuali

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Il nuovo volume di Lorenzo Tecleme, intitolato "Storie di (ordinario) capitalismo selvaggio", in uscita il primo maggio, si propone di esaminare in dettaglio la genesi e le espressioni del sistema capitalistico attuale. Attingendo al suo precedente podcast per Valori.it, l'autore indaga le peculiarità e le distorsioni del modello economico predominante. L'opera si articola in otto sezioni, ciascuna delle quali illustra un caso specifico, ripercorrendo l'evoluzione del capitalismo per spiegare come si sia giunti a una situazione caratterizzata da scarsa regolamentazione, forte finanziarizzazione e un crescente controllo da parte di un'oligarchia tecnologica.

L'Ascesa del Capitalismo Deregolamentato e la Finanziarizzazione

Il lavoro di Lorenzo Tecleme, "Storie di (ordinario) capitalismo selvaggio", esplora come l'attuale sistema economico si sia evoluto in un modello deregolamentato e sempre più dominato da un'élite di tecnocrati. L'ispirazione per questo saggio, che approfondisce gli aspetti più sorprendenti e complessi del capitalismo, è scaturita dall'esperienza dell'autore a Dubai, dove ha osservato da vicino le disuguaglianze estreme e gli eccessi del sistema globale. Questo ha portato a una riflessione sulle dinamiche che hanno plasmato il mondo economico in cui viviamo, evidenziando il punto di svolta rappresentato dalla caduta del muro di Berlino, momento in cui il capitalismo, libero da concorrenza ideologica, ha iniziato a operare con minori vincoli sociali e normativi.

Secondo Tecleme, la caduta del Muro di Berlino ha segnato un punto di non ritorno, consentendo al capitalismo di espandersi senza le restrizioni sociali, sindacali e democratiche che in precedenza ne mitigavano gli effetti. L'autore sottolinea come la finanziarizzazione sia diventata una componente centrale dell'economia contemporanea, trasformando la finanza da un elemento di supporto a una forza dominante che "divora" gli altri settori. Molte delle aziende con cui interagiamo quotidianamente sono ora controllate da grandi fondi, spesso statunitensi, il cui obiettivo principale è la moltiplicazione del denaro. Questo fenomeno di "estrattivismo", che originariamente si riferiva all'estrazione fisica delle risorse, si è ampliato fino a includere l'estrazione di valore da ogni aspetto della vita e la mercificazione di ogni opportunità, riflettendo una tendenza a vedere un mercato in ogni nicchia. Il saggio esamina inoltre il "capitalismo dei disastri", un concetto che evidenzia come eventi catastrofici, come la pandemia di Covid-19, vengano sfruttati per accentuare le dinamiche del capitalismo selvaggio, permettendo a pochi di accumulare ulteriore potere e ricchezza.

Tecno-Oligarchi, Crisi Climatica e il Futuro del Capitalismo

Nella parte finale della sua analisi, Tecleme si concentra sulla figura dei tecno-oligarchi, miliardari provenienti principalmente dalla Silicon Valley che oggi esercitano un'influenza sproporzionata sull'economia mondiale, relegando spesso gli Stati a un ruolo marginale. Il libro mette in discussione la percezione comune secondo cui il loro successo sia dovuto unicamente a talenti straordinari, rivelando invece il ruolo cruciale degli ingenti investimenti statali negli anni '70 e delle ricerche condotte nelle università. Queste ricerche, spesso finalizzate al progresso dell'umanità e non al guadagno personale, hanno fornito le fondamenta su cui questi oligarchi hanno costruito le loro fortune, suggerendo una narrazione più complessa dietro l'ascesa dei giganti tecnologici e la loro implicazione nella crisi climatica.

Tecleme argomenta che l'ascesa dei tecno-oligarchi e il loro dominio sull'economia contemporanea non sono solo il risultato di meriti individuali, ma sono stati profondamente influenzati da massicci investimenti statali e dal lavoro di ricerca accademica. Questo solleva interrogativi sulla natura della loro ricchezza e del loro potere, soprattutto in relazione al loro ruolo nel delegittimare il ruolo dello stato e nell'accentuare la crisi climatica. L'autore evidenzia che la crisi climatica, un tema spesso affrontato da Tecleme, non può essere disgiunta dal capitalismo selvaggio. Per contrastare efficacemente il cambiamento climatico, sono necessarie democrazia, cooperazione e una rigorosa regolamentazione, in particolare riguardo all'estrazione e all'uso dei combustibili fossili. Questi principi sono in stridente contrasto con le logiche del capitalismo selvaggio, che promuove la deregolamentazione e l'accumulazione di ricchezza senza limiti. Il libro offre così una visione critica delle interconnessioni tra il modello economico attuale, le sue figure dominanti e le sfide ambientali globali.

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